Solo il 20 febbraio scorso sono stati approvati progetto e programma per “Ascoli città europea dello sport 2025”, per altro ancora come linee di indirizzo. E gli impianti che dovevano essere il “fiore all’occhiello”, come pista di atletica e palazzetto, sono desolatamente chiusi
Peggio delle più pessimistiche previsioni. L’anno da città europea dello sport si sta trasformando in una farsa precedenti per capoluogo piceno, se possibile peggio di quanto accaduto nel 2014. Se ancora c’era qualche dubbio, è stato inesorabilmente spazzato via da quanto sta accadendo (o forse sarebbe meglio dire non sta accadendo…) in questi giorni a proposito di quelle strutture che dovevano essere pronte (comunque con estremo ritardo) per l’inizio del 2025 ma anche dalla delibera n. 34 del 20 febbraio scorso. Che, quando l’abbiamo vista pubblicata sull’albo pretorio on line del Comune, abbiamo sperato si trattasse di un refuso, di un errore di inserimento dati o di uno scherzo di Carnevale.
Invece è tutto terribilmente e follemente vero, altro che scherzo di Carnevale… “2025 Progetto Ascoli European City of Sport 2025” è il titolo della delibera n. 34 (ma non era Fratelli d’Italia che, con una proposta di legge a prima firma Fabio Rampelli, che voleva imporre multe fino a 100 mila euro contro chi usa parole inglesi nella pubblica amministrazione, in “un’ottica di salvaguardia nazionale e di difesa identitaria”?) che per certi versi è un manifesto dell’incapacità di programmare adeguatamente e nei tempi giusti dell’amministrazione comunale. Perché, per chi non l’avesse capito, quella delibera sta a dimostrare che il progetto e il programma di Ascoli città europea dello sport 2025 sono stati approvati solamente ora, quando il 2025 è già iniziato da 2 mesi, per altro ancora solo come “linee di indirizzo”, come certificato dalla delibera stessa e dall’allegato atto di indirizzo, assolutamente generico. Nel quale vengono indicate le linee di indirizzo, con le 8 direttrici ed azioni, senza però entrare nel merito delle iniziative concrete e degli eventi che si intendono realizzare, solamente come mere dichiarazioni di intenzioni.
D’altra parte c’è tempo, sono trascorsi solo 2 mesi e per completare il 2025 ne mancano ancora altri 10… Certo, però, se un progetto e un programma che riguarda il 2025, dopo 2 mesi che l’anno stesso è in corso non è stato ancora definito in ogni minimo dettaglio, pensare che non si tratti poi di una cosa seria è praticamente inevitabile. Anche se non scopriamo certo ora che il Comune di Ascoli non conosce il significato del termine “programmazione”… Piuttosto, chiamando in causa come sempre il caro e vecchio Lubrano, anche in questo caso “la domanda sorge spontanea”: ma se il progetto, solo come linee di indirizzo, è stato approvato solo il 20 febbraio 2025, quando a fine 2023 la Aces Europe ha scelto Ascoli tra le città europee dello sport 2025, su che base ha effettuato la scelta, visto che non c’era alcun progetto e alcun programma?
Nei mesi passati avevamo sottolineato come per ottenere quel titolo è comunque necessario pagare (è riportato chiaramente nel regolamento della Aces Europe), inizialmente il sindaco ha sempre negato che fosse così, poi un atto ufficiale del Comune ha confermato quanto riportato, anche se il sindaco Fioravanti ha sempre sostenuto che non è un titolo ottenuto a pagamento. Quel che è certo è innegabile è che sicuramente Ascoli non l’ha ottenuto per la validità di un progetto che all’epoca neppure esisteva…
Tornando all’atto di indirizzo allegato alla delibera n. 34, tra le 8 direttrici su cui si dovrebbe sviluppare il progetto “Ascoli città europea dello sport 2025” c’è anche l’impiantistica sportiva che prevede che l’amministrazione comunale si occupi “della realizzazione, riqualificazione e gestione degli impianti e delle attrezzature sportive per garantire la massima fruibilità di ambienti sicuri e idonei”. E qui la farsa raggiunge il suo apice, basta farsi un giro per alcune delle principali strutture sportive cittadine per rendersi conto quanto “sicuri e idonei” siano, magari partendo proprio da quella che doveva essere il “fiore all’occhiello” di Ascoli città europea dello sport, la cittadella sportiva promessa da anni e che, non solo è destinata a rimanere una chimera, ma ha strutture fatiscenti e in condizioni vergognose sulle quali nessuno si preoccupa di intervenire.
Restando sempre nell’area della cittadella sportiva, a proposito di massima fruibilità continua ad essere desolatamente chiusa la pista di atletica leggera, una delle tante vergognose telenovele che si trascina da tempo. Senza tornare troppo indietro nel tempo, limitandoci esclusivamente agli ultimi annunci e alle ultime promesse, ad ottobre in un’intervista ad un quotidiano locale l’assessore allo sport Stallone dichiarava: “siamo riusciti a sbloccare la pista di atletica con la firma dell’accordo con il subappaltatore dei lavori. L’intervento previsto dovrebbe riprendere entro 15 giorni per poi essere ultimato entro 3 mesi”.
Un mese dopo, nel Consiglio comunale del 4 novembre, il sindaco Fioravanti correggeva leggermente il tiro. “In questi giorni – affermava il primo cittadino – è in corso la perizia di variante suppletiva, è stato allontanato il precedente subappaltatore per affidarsi ad una ditta di comprovata esperienza. Presumibilmente a novembre potrebbero ripartire i lavori, obiettivo arrivare con la pista entro la fine del 2024”. Il 13 gennaio scorso, poi, nel “question time” sempre il sindaco ha dovuto confessare che “abbiamo avuto qualche problema con l’azienda incaricata sulla pista del campo scuola che stiamo sistemando”.
Quindi, ricapitolando, sono passati 4 mesi da quando l’assessore Stallone annunciava la ripartenza dei lavori, 3 dalla correzione del sindaco, un mese e mezzo dall’ulteriore aggiornamento del primo cittadino e al campo scuola è tutto desolatamente fermo. La struttura che doveva essere pronta per la fine del 2024 è chiusa, con i lavori fermi e, come si vede dalle foto scattate da dietro i cancelli, con la situazione esattamente identica a come era questa estate. Come se non bastasse, pochi metri più avanti c’è una situazione se possibile ancora più vergognosa e imbarazzante.
Naturalmente stiamo parlando del tanto atteso nuovo palavolley che da contratto, e come confermato dal cartellone ancora in bella vista davanti alla struttura, doveva essere pronto e consegnato alla città il 12 agosto 2024. Nel corso dell’estate l’amministrazione comunale aveva assicurato che per settembre, per l’avvio della nuova stagione agonistica, la struttura sarebbe stata pronta. Poi, nella citata intervista del 4 ottobre, l’assessore allo sport Stallone aveva assicurato che il palavolley “sarà consegnato entro fine ottobre”. Nel Consiglio comunale del 4 novembre, invece, il sindaco aveva annunciato che “i lavori stanno andando alla conclusione”. Due mesi dopo, nel question time, ancora il primo cittadino ha annunciato che “il nuovo palazzetto è in fase di definizione”.
Dopo 6 mesi dalla conclusione prevista da contratto, dopo 4 dall’annuncio dell’assessore, dopo 3 mesi da quello del sindaco, dopo un mese e mezzo dall’ulteriore aggiornamento del primo cittadino il palazzetto non è pronto, il cantiere è ancora presente (anche se non ci è mai capitato di vedere nessuno al lavoro da giorni) e non sembra certo che la conclusione, e la conseguenza apertura, sia imminente. Per altro anche quando i lavori saranno finalmente terminati, ci troveremo a fare i conti con un palazzetto che non avrà gli spogliatoi, un’autentica follia che rende tutta la vicenda oltremodo paradossale. Ma che, soprattutto, significa che realmente il palazzetto concretamente funzionante e adeguato per ospitare allenamenti e partite non sarà pronto prima della prossima stagione (a voler essere immotivatamente ottimisti).
Mettendo da parte il titolo di “città europea dello sport”, evidentemente uno spot promozionale per l’amministrazione comunale ma in concreto un inutile guscio vuoto che non porta neppure il minimo beneficio al capoluogo piceno, l’insulso teatrino messo dall’amministrazione comunale che si trascina da mesi sulla pista di atletica e sul palazzetto non è più accettabile. Sindaco e assessore dovrebbero chiedere scusa alla città per lo spettacolo di questi mesi, per gli annunci e le promesse non rispettate, e soprattutto dovrebbero trovare una volta per tutte il coraggio di dire la verità, di svelare quello che davvero sta accadendo, cercando anche di dire una volta per tutte quando quelle strutture saranno davvero fruibili (naturalmente, per quanto riguarda il palazzetto, con spogliatoi annessi).
Ma sappiamo bene che il coraggio non è certo la principale virtù di questa amministrazione…